sabato 3 gennaio 2009

Agente 007 Vivi e lascia morire

Tre agenti del servizio segreto inglese vengono assassinati rispettivamente alle Nazioni Unite, in Louisiana e a Saint Monique, un’isoletta dei Caraibi.
007 viene svegliato nel cuore della notte dal suo superiore M che lo informa dei fatti accaduti e lo invia in missione a New York, con il compito di verificare se dietro ai tre delitti ci sia la mano di Kananga, diplomatico dell’isola tropicale.
Giunto a New York Bond sfugge a un attentato. Il suo amico della CIA Felix Leiter lo informa che la macchina che ha tentato di ucciderlo risulta essere intestata a un collaboratore di Kananga. Bond si reca subito ad Harlem dove viene fatto prigioniero da un certo Mr. Big, un narcotrafficante di colore che ha al suo fianco Tee Hee, un losco figuro con un braccio meccanico e l’affascinante cartomante Solitaire. Nel breve incontro 007 prende una delle carte della ragazza e trova il simbolo degli amanti. Dopo essere riuscito a fuggire Bond vola a Saint Monique per cercare di capire che legame c’è tra Kananga e Mr Big. Qui trova ad attenderlo in albergo Rosie, un’impacciata agente della CIA che dovrebbe aiutarlo nell’impresa. Ben presto Bond capisce che quest’ultima lavora al soldo di Kananga. Rosie si rifiuta di collaborare e, in un tentativo di fuga, viene uccisa dai sicari del boss. 007 decide allora di andare a trovare Solitaire che vive in cima a una collina presidiata dagli scagnozzi di Kananga. Dopo essere atterrato con un deltaplano nel giardino della villa Bond trova la cartomante preoccupata per il presagio avuto nel loro primo incontro. Ne ha ben donde poiché la fanciulla cede in un lampo al fascino del nostro. La ragazza è convinta di avere perso i suoi poteri: la leggenda vuole infatti che con la perdita della verginità si perda anche la dote della preveggenza. Bond prende con sé Solitaire e decide di esplorare l’isola. Scopre così che nel cimitero in cui è stato assassinato il suo collega durante un rito voodoo si cela un enorme campo di coltivazione dell’eroina. Bond e Solitaire vengono assaliti dagli uomini di Kananga ma riescono a fuggire in Louisiana dove però vengono catturati. 007 incontra di nuovo Mr Big che vuole sapere se Solitaire ha perso la sua verginità. Noblesse oblige e il gentiluomo inglese non rivela il segreto ma Mr Big riesce lo stesso a scoprirlo. Questi poi rivela che lui e Kananga sono la stessa persona. Il suo piano criminale prevede di lanciare sul mercato americano un’enorme partita d’eroina gratis. In questo modo spazzerebbe via in un colpo solo la concorrenza e potrebbe successivamente decidere da solo il prezzo di una dose diventando così miliardario. Poi Kananga lascia la spia nelle grinfie di Tee Wee. Quest’ultimo conduce Bond in una fattoria dove si allevano coccodrilli. In realtà si tratta dell’ennesima copertura, questa volta per coprire la raffineria di droga. Bond viene lasciato su una piattaforma in balia degli alligatori ma riesce a fuggire e, dopo uno spettacolare inseguimento in motoscafo, a mettersi in salvo.
Siamo giunti alla resa dei conti finale. Bond torna a Saint Monique di notte, libera Solitaire, proprio mentre sta per essere sacrificata durante un orrendo rito e fa esplodere le piantagioni di droga. L’ultimo incontro con Kananga prevede un combattimento tra i due in una piscina infestata dagli squali in cui Bond elimina spettacolarmente il suo antagonista facendogli ingoiare un proiettile ad aria compressa, destinato proprio agli squali.
Nel sottofinale in treno, Bond e Solitaire si stanno godendo la loro meritata vacanza quando vengono assaliti da Tee Wee. C'è ancora tempo per un ultimo scontro che vede il britannico vincere ai punti...
L’ultima inquadratura è riservata al temibile Barone Samedi che sghignazza seduto sul muso del treno.

Nel 1973 Roger Moore sostituisce Sean Connery e affronta così il suo primo ruolo da Bond. Moore era stata la prima scelta di Broccoli e dello stesso Fleming fin dall’inizio ma l’attore inglese aveva dovuto declinare l’offerta perché impegnato in televisione nel ruolo de Il Santo. Così Sean Connery diventò il primo James Bond cinematografico.
La scelta di Moore porta a un cambio di registro nei toni delle avventure dell'agente segreto. Sono l'ironia e la leggerezza di Moore ad imporlo, diverse dall'approccio fisico e sarcastico di Connery. Tuttavia questo distacco avverrà in maniera meno rapida di quello che abitualmente si crede.
Vivi e lascia morire, infatti, è ancora molto vicino alle atmosfere seriose dei primi Bond. Siamo in piena Black Exploitation e la versione cinematografica tratta dal libro di Fleming è completamente stravolta dallo sceneggiatore Tom Manckievitz, che riprende solo l'ambientazione "nera", eliminando l'intero plot dal sapore vagamente razzista del romanzo. Vivi e lascia morire è quindi una versione riveduta e corretta di Shaft il detective, il celebre titolo del 1971 con l’agente di polizia nero Richard Roundtree.
Il film contiene molti punti di contatto con la blaxploitation che sono stati opportunamente modificati per adattarli al protagonista bianco. Nella blaxploitation i protagonisti neri avevano spesso delle relazioni con donne bianche. Bond, invece, ha una storia, seppur breve, con Rosie, l’agente della CIA in realtà al servizio di Kananga. Molta dell’azione di Vivi e lascia morire, inoltre, è ambientata in location tipiche del genere come Harlem e New Orleans. Una curiosa affinità esiste infine tra Mr. Big e Super Fly’s Priest, antieroe nero di una pellicola del 1972. Ad ogni modo mentre questa figura di pusher in Super Fly veniva glorificata in Vivi e lascia morire è dipinta come una figura decisamente malefica.
Stavolta 007 non deve affrontare la Spectre ma i riti voodoo e una gang di criminali neri capitanati dal villain di turno Mr. Kananga (interpretato con leggerezza da Yaphet Kotto), diplomatico dell'isoletta di San Monique nei Caraibi, ma anche conosciuto come Mr Big negli Stati Uniti, narcotrafficante che aspira al controllo mondiale della vendita di eroina. La Bond girl di turno è la splendida Solitaire (interpretata da Jane Seymour), una chiromante al seguito di Kananga che predice le carte coi suoi tarocchi. Memorabile il primo incontro con Bond quando quest'ultimo pesca dal mazzo di carte il simbolo degli amanti. Solitaire è destinata a vedere svanire i suoi poteri non appena perderà la sua verginità e Mr Kananga la tiene comprensibilmente sotto chiave per impedire che questo avvenga. Inutile dire che James Bond porrà fine alla tradizione esoterica della fanciulla.
Affascinanti anche gli altri due comprimari del cattivo: Tee Wee, l'uomo dal braccio di ferro (quello vero gli è stato mangiato da un alligatore), e il barone Samedi, ribattezzato l'uomo dalla risata d'oro per via dei suoi lugubri sghignazzi.

Il copione di Tom Manckiewitz è costruito con un sapiente uso delle location esotiche, all'altezza di titoli quali Thunderball e Si vive solo due volte, e su alcuni inseguimenti mozzafiato. Merito quest'ultimi della regia del veterano Guy Hamilton, già regista di quel Goldfinger che definì in modo incontrovertibile la Bond-formula cinematografica.
In particolare ricordiamo i 13 minuti di inseguimento sui motoscafi che occupano la terza parte del film, giustamente ricordati anche per le incredibili acrobazie degli stunt. Il tono generale del film è serioso, in molte sequenze addirittura horror, si veda ad esempio il funerale voodoo del sottofinale. La colonna sonora di George Martin è all'altezza di quelle mitiche di John Barry e la title track di Paul McCartney e i Wings può senz'altro essere annoverata come la migliore di tutta la serie. Non mancano dei tocchi di humor alla Moore: si veda ad esempio l'irresistibile sequenza dell'inseguimento a bordo di un aereo da diporto pilotato da una tenera vecchietta o le battute impassibili con le quali 007 tiene testa a un sempre più adirato Mr Kananga.

La produzione, scottata dall'insuccesso di Al servizio segreto di sua Maestà con George Lazenby, decise di non investire troppo sul film onde evitare fiaschi ma in sostanza si può senz'altro affermare che l'esordio di Moore nel ruolo di Bond fu senz'altro positivo con incassi pari a 126 milioni di dollari, una cifra più che ragguardevole all’epoca.
Vivi e lascia morire è senz'altro uno dei migliori film di Moore e uno dei più convincenti nel mazzo dell'intera serie, a mio modesto avviso immotivatamente sottovalutato dalla critica. E' probabile che i giudizi negativi siano dovuti più al fatto che questa pellicola segna la chiusura del ciclo Connery che alla reale qualità del film.

Agente 007 Vivi e lascia morire (Live and Let Die)
Regia: Guy Hamilton
Sceneggiatura: Tom Mankiewicz (dal romanzo di Ian Fleming)
Musica: George Martin La canzone Live and Let Die è cantata da Paul McCartney e i Wings
(Uk, 1973)
Durata: 121'

Con: Roger Moore, Yaphet Kotto, Jane Seymour, Clifton James, Julius Harris, Geoffrey Holder, David Hedison, Gloria Hendry, Bernard Lee




La scheda su Imdb

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