martedì 13 gennaio 2009

Blade Runner

Los Angeles 2019. Il cacciatore di taglie Deckard è incaricato di ritirare dalla circolazione due uomini e due donne “replicanti”, androidi realizzati tramite la manipolazione genetica, pressoché identici agli esseri umani, sfuggiti al controllo della Tyrell Corporation, la società costruttrice. L’agente si mette alla caccia dei robot aiutato da Rachel, replicante di nuova generazione dotata di ricordi sintetici. Tuttavia, nel corso della missione, Deckard è assalito da forti dubbi morali, allorché scopre che i suoi bersagli hanno acquisito una coscienza propria e aspirano alla libertà individuale.
Liberamente tratto dal romanzo di Philip K. Dick Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, fin dalla sua prima uscita nelle sale cinematografiche nel 1982 Blade Runner fu considerato dal pubblico una delle opere più importanti della science fiction. Non altrettanto scrissero i critici - influenzati anche dai pettegolezzi sui diverbi artistici esplosi durante la tormentata lavorazione tra il regista Ridley Scott e la star Harrison Ford (come narrato in Blade Runner Storia di un mito di Paul M. Sammon, edito da Fanucci) - che stroncarono la pellicola giudicandola incomprensibile.
L’insuccesso al botteghino fu clamoroso, ma ben presto le sorti del film si risollevarono grazie al passa parola dei fan, che trasformarono il lavoro di Ridley Scott in un cult movie. Blade Runner miscela la sua trama noir, in stile anni ’40, con un’atmosfera orwelliana, mutuata da Metropolis di Fritz Lang (1926), grazie al lavoro dello scenografo Lawrence G. Paull, del direttore della fotografia Jordan Cronenweth e dei responsabili degli effetti visivi Syd Mead e Douglas Trumbull (2001 Odissea nello spazio), che crearono in studio una città futuribile, barocca e claustrofobica, perennemente sotto la pioggia a causa dell’inquinamento. Harrison Ford è un detective disilluso e cinico in perfetto stile Bogart, mentre Rutger Hauer è l’antagonista nei panni dell’androide ribelle Batty. L’ipnotica colonna sonora è realizzata interamente ai sintetizzatori dal compositore greco Vangelis Papathanassiou, premio Oscar per Momenti di gloria.
Il titolo del film è stato preso da un libro di William Burroughs (Il pasto nudo) del 1979, Blade Runner: A movie. Ridley Scott s’innamorò immediatamente di quella definizione (che tradotta vuol dire Il corridore sulla lama) acquistandola per una cifra simbolica dallo scrittore.
Esistono cinque diverse edizioni del film, editate per il cinema, la Tv e l’Home video.
1) La copia proiettata nelle anteprime del 1982 negli Stati Uniti;
2) La versione cinematografica americana del 1982;
3) La versione cinematografica europea del 1982;
4) La versione televisiva, trasmessa a partire dal 1986;
5) La Director’s cut, uscita nelle sale nel 1992, nella quale è presente anche la scena in cui Harrison Ford sogna un unicorno bianco. La sequenza, assente nella versione cinematografica del 1982, è sempre stata giudicata da Ridley Scott fondamentale sotto l’aspetto narrativo.
Ciascuna di queste edizioni presenta montaggi leggermente diversi, con aggiunte o tagli a seconda dei casi. Le maggiori differenze si notano però tra la versione cinematografica del 1982 e quella Director’s cut del 1992.
Ecco come l'autore spiega il perché di tante versioni: “Sono sempre stato orgoglioso di Blade Runner ma dopo le prime preview del 1982, che avevano avuto esiti incerti di gradimento da parte del pubblico, fui obbligato ad alcune correzioni di montaggio. Per questo motivo, d’accordo con la produzione, inserii una voce fuori campo che rendesse più comprensibile la trama, eliminai alcune sequenze e inserii una parvenza di lieto fine con la fuga dalla città di Deckard e Rachael. La Director’s cut del 1992 è una versione più vicina alle mie idee. Innanzitutto è presente la scena dell’unicorno, che all’epoca filmai per alimentare negli spettatori dei dubbi circa la vera natura di Deckard. Inoltre non mi era mai piaciuta la fine consolatoria, perché ritenevo che contrastasse troppo con tutto ciò che avevo narrato prima, così l’ho cambiata, perché volevo che tutta la storia si svolgesse nel medesimo contesto urbano, opprimente e degradato.

Blade Runner
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: Hampton Fancher, David Webb Peoples
(USA, 1982)
Durata: 117'

Con: Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young


Il trailer del film



La scheda su Imdb

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