venerdì 2 gennaio 2009

The Millionaire

Ci sono registi destinati a essere ricordati per un solo film.
Dopo essere salito alla ribalta nel 1996 con l'interessante ma sopravvalutato Trainspotting, il regista inglese Danny Boyle si è avventurato a Hollywood firmando il flop The Beach con Leonardo Di Caprio. Dopo quell'esperienza negativa l'autore, nativo di Manchester, è tornato in patria dove ha diretto 28 giorni dopo e Millions, per poi tornare in America dove ha diretto il fantascientifico Sunshine. Insomma, un onesto e solido mestierante. Nulla, in tutta onestà, lasciava presagire che Boyle fosse in grado di uscire da questa nomea.
E invece ecco arrivare The Millionaire, un'opera compiuta, girata in stato di grazia, dove tutto, dalla sceneggiatura alla messa in scena, dalla fotografia alla musica, è semplicemente perfetto. Un gioiello, uno di quei film che c'è da scommeterci diventerà un cult movie.
Il caso e l'imponderabilità del destino portano il diciottenne Jalam a esibirsi nella trasmissione televisiva Chi vuol esser milionario. Imprevedibilmente, l'ignorante Jamal, cresciuto senza genitori negli slum più degradati di Bombay (da qui il titolo originale Slumdog Millionaire) si trova a concorrere per il premio più alto, 20 milioni di rupie. Com'è stato possibile che un ragazzo del tè (così si chiamano in India coloro che portano da bere agli impiegati), che occupa il gradino più basso della scala sociale e non ha mai studiato in vita sua, possa avere risposto alle domande più difficili del quiz? Lo scopriamo mano a mano che tutti i subdoli quesiti vengono posti dal conduttore al ragazzo.
Jamal è un Oliver Twist del nuovo millennio, uno che si arrabbatta per sopravvivere, che ruba e imbroglia ma che in fondo, a differenza di suo fratello Salim, ha un cuore d'oro. Egli, innamorato fin da piccolo dell'incantevole Latika, come in ogni melodramma di Bollywood che si rispetti, sfida tutte le difficoltà che gli si pongono davanti pur di tornare a riabbracciarla.
In un tripudio di invenzioni narrative dal sapore dickensiano in poco più di 100 minuti assistiamo non solo a un romanzo di formazione ma anche a un affresco epico emozionante. Un piccolo capolavoro nel quale Boyle riversa tutta la sua gioia di fare cinema. Non è poco in questi tempi orribili dominati da un cinema di plastica.




The Millionaire (Slumdog Millionaire)
Regia: Danny Boyle
Sceneggiatura: Simon Beaufoy, dal romanzo di Vikas Swarup
Usa, Uk
Durata: 120'

Con: Dev Patel, Frida Pinto, Madhur Mittal



Le recensioni di Tempi Moderni

Dal Blog Indian Words la recensione de Le dodici domande, il libro da cui è tratto il film

La scheda su Imdb

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