mercoledì 2 gennaio 2013

Lo Hobbit Un viaggio inaspettato

Uno dei poster di lancio del film
Cosa rimarrà tra 10 anni di questo The Hobbit diretto da Peter Jackson? Avrà lo stesso impatto sul cinema de Il Signore degli anelli? La risposta è no.
Il regista neozelandese, dopo il successo planetario della trilogia, ha deciso di riprovarci seguendo una disdicevole regola di serializzazione che già ha portato George Lucas a dilapidare il credito cinematografico ottenuto con la prima saga di Guerre Stellari. Ma si sa, la tendenza odierna a Hollywood è quella di ottimizzare i cospicui investimenti che un prodotto come The Hobbit richiede. E così un libro che non supera le 400 pagine è dilatato in tre film da tre ore ciascuno in un'operazione narrativa incomprensibile che allunga il brodo annacquandolo inevitabilmente.
E' probabile che l'unico merito innovativo della pellicola risieda nell'essere stata girata e proiettata in 3D a 48 fotogrammi al secondo (di solito la proiezione è a 24 fotogrammi al secondo), una tecnica che garantisce un'immersione totale dello spettatore nel mondo incantato tolkeniano. Talmente reale, scrive Richard Corliss sul Chicago Sun-Times, da riuscire a vedere i trucchi prostatici degli attori. Poiché a me interessa il film come  racconto emozionale mi sono risparmiato il 3D concentrandomi esclusivamente sugli aspetti artistici dell'opera che ho trovato prolissa. The Hobbit non aggiunge nulla al cinema di Jackson e alla sua maestria nell'integrare il mondo reale a quello digitale. Semmai ci fa temere che un regista dotato di sicuro talento si perda nelle nebbie della Terra di mezzo, così come Lucas si è ormai definitivamente perso nella galassia di Alderaan. Pecunia non olet... :-)

The Hobbit Un viaggio inaspettato - The Hobbit: An Unexpected Journey
Regia: Peter Jackson
Sceneggiatura: Fran Walsh, Philippa Boyens, Peter Jackson, Guillermo del Toro
Con: Ian McKellen, Martin Freeman, Andy Serkis, Richard Armitage, Cate Blanchett
Durata: 169'
Distribuzione cinematografica: Warner Bros

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