lunedì 7 gennaio 2013

The Master

Paul Thomas Anderson è uno dei registi statunitensi più amati dalla critica nostrana. A mio modesto parere mi sembra che ci sia un eccesso di sopravvalutazione. Certo Boogie Nights (biografia di una pornostar interpretata da Mark Whalberg) e Magnolia - affresco losangelino debitore di atmosfere carveriane già proposte da Altman in America Oggi - sono due film notevoli ma Ubriaco d'amore (Punch Drunk Love) è modesto mentre Il Petroliere (There Will Be Blood) è un potente dramma che richiama Il Gigante (The Giant) di George Stevens.
Onusto di gloria The Master giunge direttamente dal Festival di Venezia dove Anderson ha ricevuto il Leone d'Argento per la Miglior Regia e i due interpreti Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman hanno ottenuto ex aequo la Coppa Volpi quali Migliori interpreti. A detta dei critici italiani il film meritava il Leone d'Oro, ingiustamente sottrattogli da Kim Ki-duk con il suo Pietà.
La critica americana, invece, non si è entusiasmata. Roger Ebert,  ad esempio, di solito generoso con le sue stellette, ne ha assegnate solo due e mezzo al film.
Ambientato negli Stati Uniti al termine del secondo conflitto mondiale la pellicola è liberamente ispirata alla nascita del movimento Scientology (nel film denominato La Causa) e racconta il rapporto intimo tra il suo fondatore (nel film chiamato Lancaster Dodd e interpretato da Philip Seymour Hoffman) e un reduce di guerra alcolizzato e con turbe post traumatiche, Freddie Quell, interpretato da un allucinato Joaquin Phoenix.
Il film si regge sulle straordinarie performance di questi due interpreti (peraltro, ahimé, doppiati malino) ma la sceneggiatura di Anderson non ci svela mai le motivazioni di questo inusuale rapporto tra il guru e il suo allievo. Inoltre il copione non spiega chiaramente in cosa consista questo innovativo metodo di liberazione della mente, rimanendo sul vago per le due ore e mezza di proiezione. Infine il finale è oscuro e lascia lo spettatore attonito. Ho visto The Master di sabato pomeriggio in un cinema d'essai di Roma piuttosto affollato, frequentato da un pubblico di mezza età che ha accolto con perplessità (per usare un eufemismo) il termine della proiezione.
La regia di Anderson, uno dei registi più dotati in circolazione, è fatta di eleganti carrellate e la fotografia di Mihai Malaimare Jr  (il film è girato in 70 mm ma purtroppo nessuna sala romana supporta ormai questo formato) alterna i campi sterminati del Midwest a una claustrofobica New York, fatta solo di interni, ricreando l'atmosfera apparentemente lieta degli anni '50. Il commento musicale, firmato Johnny Greenwood, è come in tutte le opere di Anderson onnipresente e contribuisce a innervare la vicenda di un sentimento ansiogeno.
The Master è un'opera notevole ma non è il capolavoro di Paul Thomas Anderson.

The Master
Regia: Paul Thomas Anderson
Sceneggiatura: Paul Thomas Anderson
Con: Joaquin Phoenix, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams
Durata: 144'
Distribuzione cinematografica: 01 Distribution

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