giovedì 14 febbraio 2013

Re della terra selvaggia

Per Steven Spielberg è il miglior film della stagione e indubbiamente Re della terra selvaggia (Beasts of Southern Wild) è la sorpresa dell'anno. Vincitore a sorpresa del Sundance Film Festival il film è l'opera prima di Benh Zeitlin, newyorchese d'origine, già autore di cortometraggi tra cui Egg, in parte opera ispiratrice del suo lungometraggio.
La pellicola è incentrata sulle vicende della piccola Hushpuppy (la soprendente Quvenzhané Wallis), una bimba cresciuta insieme al padre alcolizzato nella "Grande vasca", una comunità bayou della Louisiana, così denominata a causa delle continue alluvioni cui è soggetta. Qui la vita contempla non solo la scuola ma sopratutto un percorso esperenziale a contatto con la natura che non prevede l'approdo alla modernità. Al contrario, quando un uragano rischia di spazzare via l'isola la povera (ma non disperata) comunità di ubriaconi e vagabondi combatte per non essere sfrattata dal luogo, opponendosi al governo locale che li vorrebbe condurre alla civiltà.
La crescita della precoce Hushpuppy prevede anche un viaggio verso il faro, luogo esotico e irraggiungibile dove potrebbe vivere la madre che, secondo i racconti paterni, l'avrebbe lasciata appena nata.
Pervaso da un realismo magico mai pietoso Re della terra selvaggia è un racconto di formazione, a metà strada tra il Mark Twain di Huckleberry Finn e il Maurice Sendak di Nel paese delle creature selvagge (Where the Wild Things Are). Zeitlin è certamente un talento da seguire con attenzione.

Re della terra selvaggia (Beasts of Southern Wild)
Regia: Benh Zeitlin
Sceneggiatura: Lucy Alibar, Benh Zeitlin
Durata: 93'
Distribuzione: Satine Film, Bolero Film

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