domenica 5 febbraio 2017

La La Land - Damien Chazelle - 2016

Il poster del film
La La Land esce nei cinema in una congiuntura astrale fortunata. In un'era di cinema sintetico, fatto di sequel super eroistici, remakes e cartoons, il film del giovane Damien Chazelle ha spiazzato tutti con un omaggio al cinema del passato e in particolare al musical, emblema per antonomasia del cinema hollywoodiano. La storia dei due giovani artisti in cerca di gloria - rispettivamente Sebastian (Ryan Gosling), pianista jazz che aspira ad aprire un locale in cui si suoni la sua amata musica, considerata dai più sorpassata, e Mia (Emma Stone), aspirante attrice -  che alla fine otterranno il successo a discapito dell'amore, è presa in prestito dall'ormai classico New York, New York (1977) di Martin Scorsese. Ben altro esito quest'ultimo ebbe all'epoca della sua uscita, massacrato dalla critica che lo giudicò un esercizio di stile retrò e snobbato dal pubblico. Altri tempi, quelli di un cinema che in quegli anni proponeva i movie brats (Spielberg, Lucas, Coppola, De Palma e lo stesso Scorsese) come i cantori di un nuovo storytelling autorale, rispettoso dei maestri del passato ma al contempo innovativo e originale.
Ma cos'è La La Land se non un geniale esercizio stilistico sui musical di Gene Kelly e Vincent Minnelli, citati a piene mani dall'autore? Il balletto notturno nei giardini di Los Angeles è preso pari pari da Spettacolo di Varietà (The Band Wagon) di Vincent Minnelli, laddove Fred Astaire e Cyd Charisse danzavano in un magico Central Park ricreato in studio, mentre il finale onirico del film è ispirato a quello di Un americano a Parigi (An American in Paris), sempre di Minnelli. La differenza sostanziale sta nel fatto evidente che i pur ispirati Ryan Gosling e Emma Stone non sono paragonabili - quanto meno in fatto di performance coreografiche - ai mostri sacri sovra citati. Eppure la forza di questo magico lungometraggio sta nella naivete e nella leggerezza nostalgica con la quale Chazelle assembla le citazioni, inserendole nel contesto urbano di L.A., la città di Hollywood, la metropoli dei sogni, filmata con un affetto pari a quello con il quale Woody Allen filma la sua New York. I protagonisti di La La Land riflettono i sogni fuori dal tempo che hanno spinto lo stesso Chazelle a combattere contro ogni parere negativo che i tycoon degli studios avevano dato al suo script, in apparenza lontano dalle mode del momento e dai gusti del pubblico. Eppure proprio il perseguire con passione i propri sogni ha visto Chazelle trionfare come i suoi protagonisti. Il pubblico ha compreso l'autentica sincerità che permea ogni inquadratura del film e ne ha decretato il successo contro ogni logica commerciale.
Emma Stone e Ryan Gosling
Chazelle è uno di quei registi che ha studiato cinema e musica. Risulta dunque inevitabile che i suoi film - ricordiamo il notevole Whiplash - si nutrano di questo amore totalizzante per la settima arte. E in questo non si discosta molto dai ragazzi della Nouvelle Vague e in particolar modo da François Truffaut, altro melanconico autore di un cinema troppo presto dimenticato dal pubblico dei videogames. La La Land è quindi l'opera giusta nel momento giusto. C'è da scommettere che toccherà il cuore degli anziani giurati dell'Academy Awards e farà incetta di Oscar, meritatissimi. La speranza è che dopo questo film gli spettatori riscoprano le pellicole ispiratrici, così come i due giovani protagonisti riscoprono in una delle sequenze più toccanti, Gioventù bruciata (Rebel Without A Cause) di Nicholas Ray. Senza queste opere La La Land non esisterebbe.

La La Land - Scheda Imdb



Spettacolo di varietà


Un americano a Parigi



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