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domenica 6 settembre 2020

James Bond Legacy. Parte 2. AGENTE 007 DALLA RUSSIA CON AMORE (FROM RUSSIA WITH LOVE)

Nell’estate del 1963, mentre la troupe è al lavoro sul set di Dalla Russia con amore (From Russia With Love) la guerra fredda impazza. Sono passati poco meno di otto mesi dalla crisi dei missili a Cuba. Dopo la questione dei missili sovietici, installati nell’isola caraibica e direzionati verso la Florida, smantellati dopo sei giorni di drammatiche trattative, gli Usa e l’Urss hanno installato una linea telefonica diretta per le comunicazioni, proprio per evitare una nuova crisi internazionale. All’inizio di luglio l’ex agente britannico Kim Philby, scomparso a gennaio a Beirut, dove si trovava come corrispondente per il London Observer,  e cacciato dall’MI6 nel 1955 con l’accusa di fare il doppio gioco al servizio dei sovietici, attraversa la cortina e fugge a Mosca, diventando un agente del KGB.
Licenza di uccidere (Dr. No) non è ancora uscito nelle sale statunitensi ma la United Artists, sulla base degli incassi ottenuti in Gran Bretagna, Francia e Germania, decide di produrre una nuova avventura di James Bond, stanziando il doppio del budget necessario per il primo film. Anche ammesso che la nuova pellicola non incassi un centesimo il film sarebbe in attivo con i soli introiti già ottenuti da Licenza di uccidere.
Il primo compito dei produttori è quello di cercare la nuova compagna d’avventure di 007. Dopo avere fatto esordire la splendida Ursula Andress nel ruolo di Honey Rider per il ruolo di Tatiana Romanova i produttori vogliono una ragazza che abbia un tratto slavo. Dopo centinaia di provini la produzione sceglie la ventenne top model italiana Daniela Bianchi, annunciata alla stampa nel 1963 con la roboante definizione di nuova Greta Garbo. 
La produzione si rivela un incubo. A Istanbul non funziona niente e la scena finale, che prevede un inseguimento coi motoscafi, deve essere rigirata in Scozia. Come se non bastasse Daniela Bianchi ha un incidente di macchina e subisce delle ferite al volto che ritardano le riprese.

Il Poster originale di From Russia With Love


La SPECTRE (acronimo di SPecial Executive for Counter-intelligence, Terrorism, Revenge and Extortion) e il suo leader Ernst Stavro Blofeld architettano un piano perfetto per rubare il prezioso decodificatore sovietico Lektor. Rosa Klebb, numero 3 dell’organizzazione ed ex capo della temibile SMERSH russa, ha l’incarico di coordinare l’operazione. Per raggiungere l’obiettivo ella si avvale della collaborazione di Donald Grant, uno spietato killer, e dell’avvenente caporale Tatiana Romanova. Quest’ultima, di stanza presso l’ambasciata sovietica di Istanbul, utilizza ogni giorno il Lektor ed è incaricata dalla Klebb di circuire l’agente britannico James Bond che, secondo il suo disegno, dovrà rubare il marchingegno, ignaro di lavorare per conto della SPECTRE, la quale al momento opportuno se ne impossesserà. La Romanova offre in una missiva i suoi servigi all’MI6 di Londra ma esige di consegnare il Lektor solo a 007 del quale dichiara di essersi innamorata. M intuisce che si tratta di una trappola ordita dai russi, ma accetta l’offerta della Romanova mettendo in guardia Bond dai pericoli che l’attendono.
A Istanbul l’agente entra in contatto con Kerim Bey, il suo aiutante sul campo. Bey è un uomo straordinario, con un appetito sessuale sfrenato, ha molti figli, tutti al suo servizio, e conosce la capitale turca come pochi. Con il suo aiuto 007 entra in contatto con dei gitani che lo aiutano a sventare un tentativo di omicidio perpetrato dai russi ai suoi danni. Dopo essersi trovato la Romanova nuda e compiacente nel letto del suo albergo (ignorando di  essere filmati da Klebb e Grant nella loro alcova d’amore) Bond organizza il recupero del Lektor. Con una rocambolesca azione all’interno dell’ambasciata sovietica l’agente inglese recupera il decoder e sale sull’Orient Express, direzione Trieste. Nei vagoni si cela un agente sovietico, assassinato da Grant, anch’egli sul treno. In seguito è lo stesso Kerim Bey ad essere brutalmente ucciso dal killer della SPECTRE. 
Bond viene contattato da Grant, spacciatosi per un agente britannico giunto sul treno per ordine di M con l’incarico di scortarlo a Trieste. 007 cade nella trappola e quando si accorge dell’inganno è troppo tardi: Grant lo percuote e minacciandolo con la pistola gli rivela la sua vera identità e il piano della SPECTRE. Dopo una colluttazione brutale Bond uccide Grant. Sceso dal treno con la ragazza deve affrontare un elicottero che cerca di eliminarli poi, in una pericolosa fuga in motoscafo, fa esplodere le tre barche della SPECTRE che gli stanno alle calcagna.
Giunto a Venezia, l’uomo pensa di avere terminato la missione ma c’è ancora un ostacolo da superare. Rosa Klebb lo attende nella sua camera d’albergo per ucciderlo ma non ha fatto i conti con la Romanova che, oramai innamorata di Bond, corre in aiuto del suo amante uccidendo l’ex agente sovietico.
In una gita in gondola 007 si gode il meritato riposo in compagnia della Romanova, non prima di avere gettato in mare il filmino in super 8 che lo ritrae nelle sue imprese amorose.

Sean Connery e Daniela Bianchi

La sceneggiatura di Richard Maibaum e Joanne Harwood rielabora con perizia il libro di Fleming. Il cambiamento principale risiede nell’avere introdotto la SPECTRE, assente nel romanzo. Con l’avvento della guerra fredda Saltzman e Broccoli decidono, infatti, che il vero nemico di 007 non deve essere la Russia bensì l’organizzazione criminale internazionale destinata ad apparire in altri romanzi di Fleming (Thunderball su tutti) ma non in questo.
Il copione si allontana dagli elementi di fantascienza presenti in Licenza di uccidere e diventa un solido spy movie nel quale Bond per la maggior parte della storia non capisce cosa stia accadendo. Il cuore del racconto resta tuttavia fedele all’azione fleminghiana e si avvale di una splendida messa in scena di Terence Young che utilizza al meglio le esotiche location.
Per la prima volta assistiamo all’arrivo dei gadget, un elemento portante di tutta la saga. L’ingresso di Q (interpretato per ben 16 episodi dal britannico Desmond Llewelyn) da il via alla sequela pirotecnica di armi segrete. In questo caso trattasi di una ventiquattr’ore fornita di tasche segrete che celano sovrani d’oro, due pugnali, un silenziatore, munizioni e una tavoletta di gas lacrimogeno. Dalla Russia con amore è zeppo di gadget: dal filo d’acciaio all’interno del Rolex di Donald Grant, utilizzato per strangolare i malcapitati, al pugnale avvelenato nascosto nella scarpa di Rosa Klebb, fino al periscopio installato da Kerim Bey nelle fogne di Istanbul per spiare l’ambasciata sovietica. Lo stesso decoder Lektor è un gadget. Bond non prende mai sul serio questi arnesi, creati per facilitargli la missione, ma all’occorrenza li usa in modo imprevedibile. La nascita e l’uso dei gadgets nei film di 007 è lo specchio della società globale e della sua passione per le tecnologie.

Robert Shaw è lo spietato Donald Grant

Agente 007 Dalla Russia con amore resta tutt’oggi uno dei capitoli cinematografici più azzeccati della saga. La formula narrativa è ancora acerba ma iniziano a vedersi alcuni capisaldi quali il prologo e l’epilogo, che diverranno ben presto i marchi di fabbrica della Bond legacy. 
Nella riuscita del progetto ha una grande importanza il montaggio di Peter Hunt che porta lo spettatore dentro la scena, come nello scontro nel campo dei gitani, oppure nel combattimento tra Grant e Bond all’interno dell’Orient Express. La caccia a Bond con l’elicottero, infine, è chiaramente ispirata a Intrigo Internazionale (North by Northwest) di Alfred Hitchcock. Anche la scelta di utilizzare un teaser prima dei titoli di testa è un’idea narrativa di Terence Young e Peter Hunt, stimolata da Harry Saltzman per evidenziare la pericolosità del villain che il protagonista dovrà affrontare. Un altro elemento di novità è la colonna sonora. Broccoli e Saltzman sono rimasti impressionati dall’arrangiamento del tema musicale di Monty Norman orchestrato da John Barry e decidono di affidare a quest’ultimo il commento musicale.
Il cast, infine, è superbo: Sean Connery ormai appare a suo agio nei panni della spia inglese, risoluto, brutale ma anche romantico all’occorrenza. Daniela Bianchi, al suo esordio cinematografico, è una sontuosa Bond Girl, mentre Pedro Armendariz è l’irresistibile Kerim Bey. Perfetti poi i cattivi: l’inglese Robert Shaw è il gelido Grant, mentre l’austriaca Lotte Lenya è la sgradevole Rosa Klebb che tenta a modo suo di concupire la Romanova in una scena di seduzione inquietante.

Sean Connery e Daniela Bianchi nel finale a Venezia

Le anteprime per la stampa sono molto positive e tutti gli specialisti del settore prevedono un grande successo per il film. La prima avviene il 10 ottobre del 1963 nel più lussuoso cinema inglese, l’Odeon Leicester Square. Alla fine della settimana Dalla Russia con Amore ha già incassato 14.528 sterline, vendendo tutti i biglietti disponibili per gli spettacoli. La prima settimana di programmazione in tutto il Regno Unito ne fa il successo commerciale più grande di tutti i tempi.
L’8 aprile del 1964 Dalla Russia con Amore esce in 30 cinema di New York, incassando 460.000 dollari nella prima settimana. Alla fine del mese il film ha già superato il milione di dollari.
Le recensioni sono tutte entusiastiche e alla fine dello sfruttamento commerciale relativo alla prima uscita gli incassi nel mondo ammontano a circa 28 milioni di dollari, una cifra più che considerevole che illumina il futuro di Bond, decisamente roseo…

I CATTIVI

Ernst Stavro Blofeld (Anthnoy Dawson)
È il villain per antonomasia, la nemesi di James Bond. Architetta piani diabolici per dominare il mondo.

Rosa Klebb (Lotte Lenya)
Una perfida sado maso dedita al male.

Donald Grant (Robert Shaw)
Un killer spietato che ama torturare e strangolare le sue vittime.

Krilencu (Fred Haggerty)
Un bulgaro, famoso oltre cortina per i suoi servigi all’Unione Sovietica.

LE BOND GIRLS
Tatiana Romanova (Daniela Bianchi)
La conturbante russa fa perdere la testa a 007.

Sylvia Trench (Eunice Gayson)
La prima Bond girl della storia, sedotta nelle prime inquadrature di Licenza d’uccidere, torna a flirtare con Bond.

GLI AMICI
Kerim Bay (Pedro Armendariz)
Leale e generoso, perde la vita in missione per difendere Bond.

I FERRI DEL MESTIERE
Valigetta 24 ore: contiene 24 sovrani d’oro, due pugnali, gas lacrimogeno,  un silenziatore e munizioni varie. Macchina fotografica: al suo interno cela un sofisticato registratore a nastro.

CURIOSITÀ

La sequenza d’apertura inizialmente era stata montata più avanti. Fu il montatore Peter Hunt (poi regista di Al servizio segreto di Sua Maestà) a decidere di posizionarla all’inizio come teaser dando il via alla tradizionale scena d’apertura destinata a divenire un leit motif narrativo ricorrente.

Per girare il brutale combattimento tra Grant e Bond ci vollero ben tre settimane di riprese.

La scena d’amore tra Sean Connery e Daniela Bianchi suscitò le proteste della censura britannica che contestò il voyerismo della sequenza esigendo bruschi tagli in sala di montaggio.

Questo è il primo film in cui nei titoli di coda appare la scritta James Bond tornerà in… Una tradizione destinata a restare fino a Octopussy

La title track From Russia With Love, interpretata da Matt Monro, è stata la prima a ottenere una nomination al Globo d’Oro quale migliore canzone del 1963.

Per Sean Connery questo è il miglior film dei sei da lui interpretati.

La pellicola segna la prima apparizione sullo schermo di Ernst Stavro Blofeld, interpretato da Anthony Dawson (anche se il suo nome non è accreditato nei titoli) che in Agente 007, Licenza di uccidere aveva la parte del Prof. Dent. Dawson interpreterà Blofeld anche in Agente 007, Operazione Tuono.


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martedì 1 settembre 2020

AGENTE 007, LICENZA DI UCCIDERE (DR. NO)

Il 31 dicembre del 1959, il creatore di James Bond, lo scrittore Ian Fleming, saluta l’inizio degli anni ’60 andando al cinema a vedere uno spy movie, Il nostro agente all’Avana (Our Man in Havana), tratto dal romanzo omonimo di Graham Greene. Il giorno dopo Fleming concede un’intervista alla BBC nella quale discute del film. Appena due anni dopo, l’agente segreto creato dallo scrittore inglese troverà la sua consacrazione sullo schermo con un attore scozzese sconosciuto e trasformerà l’intero genere spionistico, creando la più longeva serie nella storia del cinema e ridefinendo la nozione globale di spionaggio.
Perché 007 diventa un simbolo della decade?
L’Occidente negli anni ’60 è alla ricerca di un nuovo eroe per una nuova generazione e la sua ideologia è in pericolo. Dopo una quindicina d’anni di guerra fredda si fa strada l’idea che il comunismo possa davvero attecchire in tutto il mondo. Quello di cui l’Occidente ha bisogno è un’icona che difenda i propri valori, per quanto complessi e confusi essi siano. Esiste qualcuno che possa mettere ordine nel caos globale del mondo, spezzando così il nodo gordiano della politica internazionale?
Per i produttori Albert Broccoli e Harry Saltzman la risposta è affermativa: quella persona è James Bond.

Il Poster del Dr No.

Nella primavera del 1961 il produttore canadese Harry Saltzman acquisisce i diritti per le trasposizioni cinematografiche dei romanzi di Ian Fleming. L’accordo prevede un’opzione su tutti i titoli già pubblicati e su quelli futuri. In cambio a Fleming è assicurata una percentuale sugli incassi delle pellicole. Tuttavia montare anche una sola pellicola dai lavori dello scrittore britannico si rivela più arduo del previsto. Saltzman, infatti, non riesce a trovare nessun investitore. Nello stesso momento, anche il produttore Albert Broccoli tenta di ottenere i diritti letterari dei romanzi di Fleming. Quando viene a conoscenza del fatto che Saltzman lo ha preceduto è scettico sul da farsi. Reduce da una coproduzione con Irving Allen, Broccoli vorrebbe l’esclusiva sui diritti dei libri ma Saltzman è irremovibile e si rifiuta di cederli. Alla fine Broccoli accetta di entrare in partnership con il canadese per coprodurre un film. Insieme i due volano negli Stati Uniti e il 20 giugno del 1961 incontrano Arthur Krim, Presidente della United Artists. In meno di un’ora i tre raggiungono un accordo. La United Artists produrrà il primo film della serie, Thunderball, per un budget di 1 milione di dollari. Thunderball è quindi il titolo scelto per inaugurare le gesta cinematografiche della spia inglese, Sfortunatamente, però, il romanzo è oggetto di una vertenza legale che coinvolge Kevin McClory, Jack Whittingam e lo stesso Fleming. Anni prima McClory e Whittingam hanno partecipato alla stesura di una sceneggiatura cinematografica, mai prodotta per lo schermo. Fleming nel frattempo ha utilizzato lo script per scrivere un nuovo romanzo, utilizzando la trama senza menzionare i due partner nei crediti. Ne è sorta una querelle che blocca il titolo nelle aule dei tribunali inglesi. Con pragmatismo Saltzman e Broccoli dirottano la loro attenzione su Dr. No.
I produttori sono convinti che il regista del film debba essere un inglese. Dopo avere contattato Guy Hamilton, Guy Green, Ken Hughes e Bryan Forbes la scelta cade su Terence Young, aristocratico regista, celebre per i suoi gusti sopraffini in fatto di moda, cibo e belle donne. Young ama a tal punto viaggiare che se deve scegliere tra due progetti, indipendentemente dal valore artistico del copione, preferisce quello ambientato nel posto più esotico.
Per il ruolo di Honeychile Ryder, la Bond girl del film, Saltzman e Broccoli scritturano senza provino la sconosciuta Ursula Andress, dopo averla vista in una foto nella quale è ritratta con una maglietta bagnata dalla quale si intravede il procace seno. La Andress, all’epoca sposata con il fotografo di dive John Dereck, non è interessata al cinema e accetta la proposta dei producers solo dopo l’energico consiglio di Kirk Douglas, amico di famiglia.
Nei panni del Dr. No Ian Fleming, che si è ispirato al dr. Fu Manchu nel descriverlo, vorrebbe suo cugino Christopher Lee che però declina l’invito. In seguito Fleming propone il ruolo al commediografo Noel Coward che risponde all’autore con un telegramma divenuto celebre: “Dr. No? No! No! No!”. Alla fine la produzione ripiega su Joseph Wiseman, attore di origini canadesi con un’esperienza teatrale importante.

La prima apparizione di Sean Connery nei panni di James Bond

Resta da compiere la scelta più importante, quella relativa al protagonista.
Saltzman e Broccoli effettuano centinaia di audizioni alla ricerca del volto giusto e alla fine scelgono lo sconosciuto Sean Connery, dopo averlo visto nel non apprezzabile Danny O’Gill e il re dei folletti. Connery è quindi convocato per un rapido provino nel quale l’interprete, di origini scozzesi, a prima vista appare l’antitesi di Bond. Innanzitutto ha un pesante accento del nord, incompatibile con un impeccabile inglese, inoltre è rozzo nei modi, non sa stare a tavola e cammina, parola di Broccoli, come una pantera nella giungla. A suo favore però ha una forte mascolinità, rafforzata da un fisico possente. Connery, inoltre, ha appena partecipato a Miss Universo ed è stato definito dalle riviste di costume uno degli uomini con più sex appeal del Regno Unito. Alle donne piace moltissimo: la stessa moglie di Broccoli, Dana, conferma questa opinione lusinghiera al marito.
Quando Fleming viene a conoscenza della scelta effettuata dai due produttori trasale. Ha immaginato il suo Bond interpretato da David Niven o Cary Grant, adesso si trova di fronte a un anonimo scozzese. Eppure Terence Young riesce nell’impresa di plasmare l’attore. Facendogli cucire a Savile Row dei vestiti dal taglio impeccabile e insegnandogli le buone maniere ne plasma una sorta di suo alter ego.
La prima scena girata da Connery nei panni di Bond avviene all’aeroporto di Kingston il 16 gennaio 1962, mentre la prima sequenza ai Pinewood Studios risale al 26 febbraio. Il 30 marzo dello stesso anno si concludono le riprese.

A Kingston, in Giamaica, l’agente Strangways e la sua segretaria sono assassinati da tre loschi figuri. A Londra, la sezione MI6 dei servizi segreti britannici riferisce al suo capo M di non avere più notizie dal suo agente ai Caraibi. Questi perciò incarica James Bond (in codice 007, il doppio zero conferisce la licenza di uccidere alla spia), di recarsi a Kingston per indagare.
Bond è un tipo rude, ama il gioco d’azzardo, le donne e non si separa mai dalla sua Beretta d’ordinanza. Tuttavia è rimasto ferito in una missione e M gli ordina di sostituire l’arma con la più efficiente Walter PPK. 
Giunto in Giamaica, l’agente si trova subito nei guai: una cinese cerca di fotografarlo appena arrivato all’aeroporto e un falso autista tenta (inutilmente) di farlo fuori. Recatosi dal Governatore dell’isola, Bond chiede lumi sulle amicizie di Strangways. Viene a sapere che quest’ultimo frequentava al club un tale professor Dent, di professione geologo. Strangways aveva chiesto allo scienziato una consulenza su alcune pietre recuperate nella piccola isola di Crab Key, di proprietà del misterioso Dr. No. Bond scopre che su quel personaggio sta indagando anche la CIA con il suo agente Felix Leiter, aiutato da Quarrel, un pescatore locale. Si sospetta, infatti, che proprio da quell’isola il Dr. No riesca a interferire sulle frequenze radio dei missili americani, riuscendo a sabotare i lanci effettuati dagli Stati Uniti.
Dopo essere sfuggito a un attentato (Dent, al soldo del Dr. No, gli ha infilato nel letto una tarantola), Bond entra in azione. Scopre che le rocce, giudicate insignificanti dal professore, in realtà sono radioattive. Un secondo tentativo di eliminare Bond da parte di Dent, complice una brunetta che l’agente seduce da par suo, va a vuoto. 007 elimina a sangue freddo Dent e decide di andare a Crab Key, accompagnato da Quarrel.
Giunto sull’isola la spia incontra l’avvenente Honey Ryder, una pescatrice di conchiglie. Il terzetto è subito inseguito dagli scagnozzi del Dr. No e dopo varie peripezie i tre fuggitivi sono bloccati da un drago meccanico che sputa fiamme dai suoi cannoni. Quarrel muore mentre Bond e la ragazza sono fatti prigionieri. Condotti nella sede operativa del Dr. No, i due incontrano il comandante in capo delle operazioni. È un cino tedesco con due protesi d’acciaio al posto delle mani, al servizio della SPECTRE (Special Executive for Counter-intelligence, Terrorism, Revenge and Extortion), che vaneggia di conquistare il mondo. Bond manda all’aria i piani del Dr. No e lo uccide dopo uno scontro nella centrale operativa. Dopo avere liberato la ragazza, l’agente lascia l’isola a bordo di una scialuppa di salvataggio mentre il covo del Dr. No è distrutto da una terrificante esplosione. I due neo amanti sono ritrovati da una pattuglia degli Stati Uniti comandata da un riconoscente Felix Leiter.

Joseph Weiseman è Dr. No

Nell’affrontare la prima trasposizione cinematografica dei libri di Fleming, gli sceneggiatori Richard Maibaum, Johanna Harwood e Berkeley Mather, effettuano un lavoro eccellente, migliorando l’esile romanzo di Fleming.
Il terzetto d’autori resta fedele alla trama del libro, operando però alcuni cambiamenti che rafforzano la storia. Innanzitutto nel film non si fa menzione né dei fenicotteri rosa, né del commercio del guano, due idee pittoresche di Fleming che però mal si adattavano alla trama principale. Si preferisce, invece, sottolineare l’aspetto eversivo del Dr. No e la sua pericolosità per la sicurezza dell’Occidente. Sono poi introdotti due personaggi che arricchiscono il plot narrativo. Uno di questi è il prof. Dent, il primo antagonista con il quale l’agente si trova a combattere. Il secondo è Felix Leiter, l’agente della CIA presente in tanti romanzi di Fleming ma non in questo.
La parte del film ambientata nell’isola è piuttosto fedele alle pagine del romanzo, fatta eccezione per il finale, reso più avvincente. In effetti la morte del Dr. No, soffocato da una montagna di sterco, non si può certo definire una scelta originale di Fleming. Qui, al contrario, il villain è fatto fuori dopo un combattimento disperato con Bond.
È chiaro che questo prodotto non ha ancora raggiunto il livello di perfezione estetica e narrativa di un Goldfinger, tuttavia Terence Young introduce gli stilemi della saga, a cominciare dai titoli di testa di Maurice Binder, musicati dal celebre tema di Monty Norman, splendidamente orchestrato da John Barry. Da apprezzare poi le geniali scenografie di Ken Adam, claustrofobiche ma dotate anche di alcuni ambienti maestosi (vedi il covo del Dr. No), tipici delle produzioni bondiane a seguire.
Agente 007, Licenza di uccidere resta comunque una produzione a basso budget ma la sceneggiatura mescola brillantemente humor nero e brutalità, mentre la regia di Young ha il pregio di sfruttare la selvaggia bellezza degli esterni al servizio di un realismo efficace come il suo protagonista.
Sean Connery è ancora abbastanza aspro, vicino al Bond letterario egli seduce con poche battute ed è un misogino di gran fascino. Joseph Wiseman è un sofisticato e crudele Dr. No, dalle movenze robotiche e la recitazione volutamente monocorde e inespressiva. Memorabile poi la presenza di Ursula Andress (nel film è doppiata da Nikki Van Der Zyl) nel ruolo di Honeychile Ryder. La sua apparizione sulla spiaggia è ormai diventata un’icona del cinema, ancor’oggi resta inimitabile, un inno alla bellezza procace e provocante delle Bond girls.

Ursula Andress è Honeychile Ryder

L’anteprima del film avviene una mattina di settembre presso la sede americana della United Artists alle 10 di mattina. A mezzogiorno, al termine dello spettacolo, i distributori rimangono in silenzio. Per nulla convinti del risultato finale commentano: “In fondo perderemo solo 1 milione di dollari.”. A tanto, infatti, ammonta l’investimento fatto per finanziare il primo progetto della serie.
La prima mondiale di Agente 007, Licenza di uccidere è il 5 ottobre del 1962 al London Pavillion a Piccadilly Circus, alla presenza di Sean Connery e Ian Fleming.
I distributori americani snobbano la pellicola (uscita nelle sale a ottobre dello stesso anno) e la programmano come secondo titolo nelle sale che propongono il doppio spettacolo al prezzo di uno. Inaspettatamente il film riscuote un pregevole successo in tutto il mondo, incassando oltre 59 milioni di dollari.
La reazione della stampa specializzata è buona. Il New York Times giudica il film vitale e divertente, mentre Variety, profeticamente scrive: “James Bond non vincerà di certo l’Oscar ma state certi che troverà tantissimi, entusiastici, sostenitori…

CURIOSITÀ

Il Dr. No fu scelto come prima trasposizione cinematografica perché il romanzo aveva un’unica ambientazione in Giamaica. Questo era un elemento fondamentale per contenere i costi.

 L’armaiolo che all’inizio del film dà la Walter PPK a Bond è il Maggiore Boothroyd, meglio conosciuto con il suo nome in codice, Q. Dal film successivo (Dalla Russia con amore) il ruolo sarà interpretato da Desmond Llewelyn. 

In un primo momento Eunice Gayson avrebbe dovuto interpretare Moneypenny e Lois Maxwell Sylvia Trench ma alla fine le due si scambiarono i ruoli.

Nel libro di Fleming, Honeychile appare a Bond sulla spiaggia completamente nuda.

Ursula Andress vinse il Globo d’oro come Migliore attrice esordiente dell’anno. 

La spiaggia di Crab Key dove appare Ursula Andress si trova a Ocho Rios, poco distante dalla casa di Fleming.

Sean Connery aveva una paura tremenda dei ragni. La sequenza che vede una tarantola avanzare sul corpo nudo di Bond fu girata dallo stunt man Bob Simmons.

Questo è l’unico film della saga che non ha la sequenza di apertura prima dei titoli di testa.

Stanley Kubrick rimase così favorevolmente impressionato dalle scenografie di Ken Adam da scritturarlo per Il Dottor Stranamore.

I CATTIVI

Dottor Julius No (Joseph Wiseman)
Il classico esemplare di megalomane alla conquista del mondo. Ha due protesi d’acciaio al posto delle mani e le usa spregiudicatamente.

Professor R. J. Dent (Anthony Dawson)
Un viscido doppiogiochista, pronto a servire con solerzia il suo padrone, ovviamente il Dr. No.

LE BOND GIRLS

Sylvia Trench (Eunice Gayson)
È un’appassionata giocatrice di baccarat, nonché una focosa amante. Cede immediatamente al fascino di 007.

Moneypenny (Lois Maxwell)
La segretaria di M ha un debole per James Bond. L’agente non contraccambia per non suscitare un conflitto d’interessi all’MI6.

Honey Chile Ryder (Ursula Andress)
Che spettacolo la sua entrata in scena! Esce dalle acque caraibiche come la Venere di Botticelli, suscitando l’infinita ammirazione di Bond che le canticchia “Mango, Banana, Tangerine…”

GLI AMICI

Felix Leiter (Jack Lord)
Con quegli occhiali da sole a forma di mosca è irresistibile. Affianca Bond nella missione più pericolosa, lasciando fare tutto a lui.

Quarrel (John Kitzmiller)
Il pescatore della Giamaica ha un sesto senso per avvertire i guai. Purtroppo per lui James Bond non lo ascolta.

I FERRI DEL MESTIERE

Walter PPK
Sostituisce l’amata Beretta di Bond ma sa farsi valere quando è il momento di mostrare le sue peculiarità mortali.



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